Laurea
La convenzione italiana vuole rosso e oro, i colori dell'alloro e del traguardo. Ma è una convenzione, non una regola.
La corona d'alloro resta il regalo simbolico per eccellenza. Va detta una cosa che quasi nessuno considera prima: la corona deve stare in testa. Le teste non sono tutte uguali, e una corona troppo larga scivola sugli occhi mentre una troppo stretta stringe per tutta la cerimonia. Per questo nella nostra pagina dedicata chiediamo la circonferenza, con misure che partono da 57 centimetri.
Accanto alla corona, il bouquet. Per una laurea funzionano i fiori strutturati e i colori decisi — rose rosse, girasoli, gerbere — più che le composizioni delicate. È una giornata di foto: il mazzo deve reggere l'obiettivo.
Un dettaglio pratico: chi si laurea porterà in giro il bouquet per ore, fra abbracci e fotografie. Un mazzo troppo pesante diventa un fastidio. Meglio medio e ben confezionato che enorme e ingombrante.
Diploma
Registro diverso. Chi finisce le superiori ha diciotto o diciannove anni e l'alloro, francamente, non lo sente suo — è un simbolo che appartiene all'università.
Funzionano molto meglio i colori vivaci e le composizioni allegre: fucsia, giallo, corallo. Un bouquet da venticinque o trenta euro è più che adeguato, ed è il motivo per cui abbiamo pensato la pagina diplomi con una fascia di prezzo accessibile.
Matrimonio
È il lavoro floreale più complesso che facciamo, e va affrontato con mesi di anticipo.
Il bouquet della sposa non si sceglie per primo. Si sceglie dopo l'abito, perché deve dialogarci: un abito ricco di dettagli chiede un bouquet essenziale, un abito lineare regge una composizione più elaborata. E deve essere proporzionato a chi lo porta — un bouquet a cascata su una sposa minuta la sovrasta.
Poi ci sono gli allestimenti: chiesa o luogo della cerimonia, centrotavola, tavolo degli sposi, angolo del ricevimento. Qui la variabile che decide tutto è la stagione. Chiedere peonie a settembre significa farle arrivare dall'estero a un costo sproporzionato. Un buon fiorista, in questi casi, propone alternative — e le peonie a settembre si sostituiscono con dalie o ranuncoli senza perdere nulla.
Quanto ai tempi: la consulenza va fatta almeno tre mesi prima, e per i matrimoni di maggio e giugno molto prima ancora, perché sono i mesi in cui l'agenda si riempie per prima. Ne parliamo nella sezione wedding.
Anniversario
Qui la tradizione offre un aggancio utile. Il primo anniversario è associato ai garofani, il decimo alle giunchiglie, il venticinquesimo all'iris, il cinquantesimo alle rose gialle. Sono convenzioni anglosassoni, poco note in Italia, ma proprio per questo funzionano bene: spiegare perché hai scelto quel fiore vale più del fiore stesso.
Per gli anniversari importanti si usano tante rose quanti sono gli anni. È un gesto che colpisce, anche se dal venticinquesimo in poi diventa un bouquet considerevole — e va detto al fiorista con qualche giorno di anticipo.
Nascita
Rosa e azzurro sono la scelta scontata. Se vuoi evitare il cliché, il bianco con verde funziona sempre e non richiede di sapere il sesso del bambino.
Due accortezze pratiche che nascono dall'esperienza. In ospedale lo spazio è pochissimo: meglio una composizione già in vaso, che non richiede di cercare un contenitore. E meglio evitare i fiori molto profumati — gigli, giacinti — perché in una stanza chiusa il profumo diventa opprimente e alcuni reparti li scoraggiano.
Condoglianze
La composizione tradizionale è bianca: gigli, crisantemi bianchi, rose bianche, garofani. Sobria, senza colori accesi.
C'è però una tendenza recente che merita attenzione: sempre più famiglie chiedono composizioni che riflettano i gusti della persona scomparsa, anche colorate. Se sai che amava i girasoli, un mazzo di girasoli è più rispettoso di una composizione bianca anonima.
Il biglietto conta quanto i fiori. Poche parole scritte a mano valgono più di una frase di circostanza stampata.