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Piante rare in casa: quali scegliere e come curarle

7 minuti di lettura Il Girasole Flowers Boutique

La domanda giusta non è quale pianta rara comprare, ma quanta luce hai in casa. Da lì discende tutto il resto.

Piante rare in casa: quali scegliere e come curarle

Cosa significa "rara"

Nel linguaggio dei vivai una pianta rara è semplicemente una pianta poco diffusa in commercio. Non significa fragile e non significa difficile: alcune delle specie più insolite che teniamo sono anche fra le più tolleranti. Significa piuttosto che avrai in casa qualcosa che non si vede nel salotto di tutti.

La domanda giusta da porsi non è quanto una pianta sia rara, ma quanta luce hai davvero in casa. È la variabile che decide tutto il resto.

Per chi ha poca luce

Zamioculcas zamiifolia — la più indistruttibile che esista. Foglie spesse e lucide, cresce lenta, sopravvive a settimane di dimenticanza. L'unico modo per ucciderla è annaffiarla troppo. Ogni due o tre settimane basta.

Sansevieria — nelle varietà meno comuni, come la cylindrica dalle foglie a bastoncino o la moonshine argentata, smette di sembrare la pianta della nonna. Stessa resistenza, aspetto tutt'altro.

Aspidistra elatior — in inglese la chiamano cast iron plant, pianta di ghisa, e il nome dice tutto. Tollera l'ombra profonda, gli sbalzi di temperatura e le annaffiature irregolari.

Per chi ha luce indiretta abbondante

Monstera adansonii — la sorella minore della deliciosa, con foglie più piccole traforate da buchi. Ricade elegantemente da una mensola alta. Vuole umidità: un vaporizzatore ogni tanto le fa piacere.

Alocasia — foglie a forma di freccia con nervature marcate, quasi grafiche. È più esigente: teme le correnti d'aria e il terriccio troppo bagnato. In inverno può perdere le foglie e sembrare morta, per poi ripartire in primavera. Non buttarla.

Calathea — famosa per il fenomeno della nictinastia: alla sera solleva le foglie e al mattino le riabbassa, con un movimento visibile a occhio nudo. Chiede acqua non calcarea, quindi acqua piovana o demineralizzata. Se le punte delle foglie diventano marroni, è quasi sempre il calcare.

Philodendron nelle varietà screziate — la Pink Princess con le macchie rosa è la più ricercata. Attenzione: le variegature esistono solo con luce abbondante. In penombra la pianta torna verde e non recupera più.

Per chi ha una finestra molto luminosa

Euphorbia nelle forme colonnari e Cactus insoliti: sono le nostre Grasse & Cactus. Vogliono sole diretto e pochissima acqua — d'inverno, per molte specie, nessuna.

Hoya — pianta rampicante con fiori a stella che sembrano di cera. Fiorisce solo quando è a suo agio, e può metterci anni. Una regola che quasi nessuno conosce: non tagliare mai il peduncolo del fiore appassito, perché è da lì che rifiorirà.

I tre errori che uccidono più piante

Annaffiare troppo. È di gran lunga la causa di morte più frequente. Il terriccio costantemente umido fa marcire le radici e la pianta muore per asfissia — con sintomi che assomigliano alla sete, e così si annaffia ancora. Infila un dito nel terriccio: se i primi tre centimetri sono asciutti, allora è ora.

Il vaso senza foro. I coprivaso decorativi sono bellissimi, ma se l'acqua ristagna sul fondo la pianta è condannata. Tieni la pianta nel suo vaso di plastica forato e infilalo dentro il coprivaso, svuotandolo dopo ogni annaffiatura.

Rinvasare subito. Una pianta appena arrivata a casa è già sotto stress per il cambio di ambiente. Lasciale un mese per ambientarsi prima di toccarle le radici.

Un'ultima cosa, se hai animali

Molte delle piante più belle sono tossiche per cani e gatti: tutte le aracee — monstera, philodendron, alocasia — più gigli e dieffenbachia. I gigli in particolare sono gravemente tossici per i gatti.

Se hai animali che rosicchiano, orientati su calathea, maranta, peperomia e felci: sicure e altrettanto decorative. Chiedicelo quando vieni in negozio, ci sono alternative per ogni esigenza.