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L'orchidea non rifiorisce: cosa sbagli e come rimediare

8 minuti di lettura Il Girasole Flowers Boutique

Ha perso i fiori e sembra finita. Quasi mai lo è: nella maggior parte dei casi sono quattro errori, tutti rimediabili.

L'orchidea non rifiorisce: cosa sbagli e come rimediare

Prima di tutto: non è morta

È la frase che ripetiamo più spesso in negozio. Qualcuno arriva con una Phalaenopsis in mano, gli steli secchi e nessun fiore, convinto di dover buttare tutto.

Quasi mai è così. Un'orchidea che ha perso i fiori è semplicemente un'orchidea in riposo. Se le foglie sono ancora sode, verdi e attaccate bene, la pianta è viva e ha davanti anni di fioriture.

Il problema è che quasi tutti sbagliano le stesse quattro cose. Vediamole.

1. Lo stelo tagliato nel punto sbagliato

Quando l'ultimo fiore cade, la tentazione è recidere lo stelo alla base. È l'errore più comune e il più costoso, perché la Phalaenopsis può rifiorire sullo stesso stelo.

Guarda lo stelo con attenzione: vedrai dei piccoli rigonfiamenti, come nodi, distanziati lungo tutta la sua lunghezza. Sono gemme dormienti. Conta il secondo o il terzo nodo partendo dal basso e taglia circa un centimetro sopra. Da lì, con buone probabilità, partirà un nuovo ramo fiorale nel giro di qualche settimana.

Lo stelo va tagliato alla base soltanto se è completamente secco e marrone: in quel caso non c'è più nulla da recuperare.

2. Troppa acqua, quasi sempre

Le orchidee che vendiamo non vivono nella terra: vivono nella corteccia, perché in natura crescono aggrappate ai tronchi. Le radici hanno bisogno di aria quanto di acqua.

Annaffiarle come una pianta normale — un bicchiere ogni due giorni — le uccide per asfissia radicale. I sintomi somigliano alla sete, e così si annaffia ancora. È un circolo vizioso che finisce male.

Il metodo giusto è l'immersione: una volta a settimana, o ogni dieci giorni d'inverno, metti il vaso trasparente in una bacinella d'acqua a temperatura ambiente per una decina di minuti. Poi lo tiri fuori, lo lasci scolare completamente e lo rimetti nel coprivaso. Mai acqua ferma sul fondo.

Il vaso trasparente non è un vezzo estetico: serve a leggere le radici. Verdi significa idratata, argentee significa che è ora di bagnare, marroni e molli significa marciume.

3. La posizione sbagliata

Luce abbondante ma mai sole diretto. Una finestra a est è l'ideale; a sud va bene con una tenda leggera. In penombra la pianta sopravvive ma non fiorisce più, e passano anni prima che il proprietario colleghi la cosa alla posizione.

Evita la vicinanza ai termosifoni e alle correnti d'aria. E — questo lo sanno in pochi — tienila lontana dalla fruttiera: la frutta matura emette etilene, che fa cadere i boccioli prima che si aprano.

4. Manca lo sbalzo di temperatura

Ecco il punto decisivo, quello che spiega la maggior parte delle orchidee sane che non fioriscono più.

La Phalaenopsis ha bisogno di un calo termico notturno per attivare la fioritura. In natura la differenza fra giorno e notte è di parecchi gradi; in un salotto riscaldato è quasi zero, e la pianta non riceve mai il segnale.

Il rimedio è semplice: per due o tre settimane, in autunno, tienila di notte in una stanza più fresca — otto o dieci gradi in meno rispetto al giorno. Una camera non riscaldata, un ingresso, una veranda chiusa. Nella maggior parte dei casi entro un mese vedi spuntare il nuovo stelo.

Come riconoscere lo stelo giusto

Quando qualcosa spunta alla base, la domanda è sempre la stessa: è un fiore o una radice?

La differenza si vede dalla punta. Le radici hanno l'apice arrotondato, liscio, di un verde chiaro brillante, e crescono in tutte le direzioni. Gli steli fiorali hanno la punta più appuntita, di un verde più scuro, e crescono verso l'alto cercando la luce.

Nel dubbio, aspetta una settimana e guarda dove va.

Il concime

Serve, ma poco e specifico. Un concime per orchidee ogni due o tre annaffiature nel periodo di crescita, sospeso durante la fioritura. Meglio diluirlo più del consigliato: queste piante sono abituate a nutrienti scarsi e il troppo brucia le radici.

Quando arrendersi

Se le foglie sono molli, ingiallite dalla base e si staccano, e le radici sono marroni e vuote al tatto, il marciume ha vinto e non si torna indietro.

In tutti gli altri casi vale la pena insistere. Un'orchidea ben tenuta rifiorisce una o due volte l'anno e può durare decenni — il che la rende, a conti fatti, il regalo con il miglior rapporto fra costo e durata che si possa fare.

Se hai dubbi su una tua pianta, portacela in negozio. Guardare le radici dal vivo dice in trenta secondi quello che mille descrizioni non chiariscono. Trovi le nostre piante nella sezione verde dello shop.